Proposta di iniziativa popolare
Anche le Acli si impegnano e invitano ad impenarsi per la proposta di iniziativa popolare per istituire il Dipartimento della Difesa Civile, non armata e nonviolenta presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri
Lo scorso 16 marzo è stato depositato presso la Corte di Cassazione il testo della proposta di legge di iniziativa popolare “Istituzione e modalità di finanziamento del Dipartimento della difesa civile, non armata e nonviolenta”. Non si tratta di un esordio, ma di un nuovo e più determinato capitolo di una storia che dura da oltre un decennio.
Cosa prevede la proposta
La proposta istituisce presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri un Dipartimento dedicato alla difesa civile, non armata e nonviolenta, riconosciuta quale componente a pieno titolo del sistema nazionale di difesa e di sicurezza della Repubblica, Il Dipartimento andrebbe a coordinare i Corpi civili di pace, un Istituto di ricerca per la pace e il disarmo operando in sinergia con il sistema di protezione civile e il Servizio Civile universale. Il finanziamento del Dipartimento sarà garantito da un Fondo nazionale alimentato dalla Legge di Bilancio e da uno strumento fiscale di grande valore simbolico: la facoltà, per ogni contribuente, di destinare il 6 per mille della propria IRPEF al Fondo stesso.
Se la Legge verrà approvata ciascun cittadino e ciascuna cittadina potrà scegliere dove indirizzare la propria quota di spesa pubblica per la sicurezza. Verso la difesa militare o verso quella civile e nonviolenta. Una vera e propria opzione fiscale tra due modelli di difesa.
Una risposta civile alla corsa al riarmo
Il deposito della proposta di legge avviene in un momento in cui il dibattito pubblico europeo e italiano sembra aver ceduto definitivamente a una logica pericolosa e fallace: quella secondo cui la sicurezza si garantisce con più armi, più spesa militare, più deterrenza.
La Campagna “Un’altra difesa è possibile” ribadisce con chiarezza una prospettiva opposta: la sicurezza reale si costruisce con la prevenzione dei conflitti, la mediazione, l’educazione alla pace, la coesione sociale e la cooperazione internazionale.
Ora servono almeno 50.000 firme necessarie a portare la proposta in Parlamento.
Sarà possibile firmare attraverso il portale online apposito della Presidenza del Consiglio dei Ministri, autenticandosi con SPID o CIE.
Firmare questa proposta significa scegliere di difendere la patria con la nonviolenza come la Costituzione già prevede, e come la storia ci insegna che è possibile.
La campagna è promossa e coordinata da: Conferenza Nazionale Enti di Servizio Civile Rete Italiana Pace Disarmo -Sbilanciamoci!