C’è un bisogno di aiuto e di punti di riferimento che esplode

Giovedì 25 giugno 2020

Il Presidente provinciale Pierangelo Milesi è intervenuto mercoledì 24 giugno al Forum organizzato dal Giornale di Brescia per commentare l'indagine realizzata da Ipsos sul clima sociale a Brescia. 

 

Il forum è stato moderato da Nunzia Vallini, direttore del Giornale di Brescia con Nando Pagnoncelli, presidente di Ipsos. Oltre al Presidente Milesi, sono intervenuti anche Giuseppe Pasini, presidente di AIB, Emilio Del Bono, sindaco di Brescia e Riccardo Canini, sindaco di Dello. 

 

L'incontro è disponibile sul sito del Giornale di Brescia

 

 

Durante l'incontro, il Presidente Milesi ha riportato anche alcuni dati sull'impennata di richieste che stanno arrivando in queste settimane al Patronato Acli e al Caf Acli. 

 

 

Riportiamo l'articolo di Enrico Mirani pubblicato sul Giornale di Brescia di giovedì 25 giugno. 

 

C’è un bisogno di aiuto e di punti di riferimento che esplode. Parole di Pierangelo Milesi, presidente delle Acli bresciane. L'emergenza ha il viso delle centinaia di persone che ogni giorno, su appuntamento, si mettono in fila fuori dalle ventidue sedi delle Acli in città e provincia. Ha la voce delle migliaia di telefonate quotidiane al centralino dell'Associazione. Il record è stato toccato il 3 giugno: 11.677 chiamate in entrata. Una enormità. Come il bisogno, appunto. Gente che si rivolge ai servizi Acli di patronato e del Caf per avere appuntamenti, notizie, consigli, rassicurazioni. La dichiarazione dei redditi, certo, ma soprattutto le pratiche legate ai bonus del Decreto rilancio, al reddito di emergenza, ai sussidi di disoccupazione. I numeri sono aridi, ma dicono molto. Le Acli (che in un anno servono 220mila persone) non hanno mai smesso di funzionare, i dipendenti hanno lavorato da remoto. Gli uffici sono stati riaperti dall’11 maggio con orario prolungato: 12 ore, dalle 8 alle 20. Il direttore del Caf, Michele Dell'Aglio, e la direttrice del patronato, Rita Tagassini, forniscono i numeri dell'emergenza. Le Acli ricevono oltre 300mila telefonate l'anno.


Nel 2020 si andrà ben oltre. In queste settimane si sono moltiplicate. Dal 3 al 6 giugno 27.244 chiamate; dall’8 al 13 giugno 35.569; dal 15 al 20 sono state 25.320 (come l'intero febbraio). In tutto il mese di aprile furono 41mila. Per le Acli una mole di lavoro quotidiano inimmaginabile. «In un periodo normale - spiega la direttrice - per il patronato riceviamo 800/900 telefonate, ci siamo preparati per 1.300, ne arrivano quattromila". Nel complesso, dice il presidente Milesi, si dà risposta al 40%. «Non possiamo fare di più, purtroppo il rischio è che chi ha bisogno e non trova un punto di riferimento, un interlocutore per i suoi problemi, sfoghi la sua rabbia».


La sanatoria per la regolarizzazione delle colf, le richieste per i bonus Covid e il reddito di emergenza, le pratiche per la disoccupazione, quelle per le successioni e/o la pensione di reversibilità di vittime del Covid sono fra le novità che hanno sconvolto l’ordinario. «Abbiamo dovuto as-sumere quattro giovani - dice Milesi - per il controllo delle code e la misurazione della temperatura nelle sedi in città di via Corsica e Spalto San Marco».


Le Acli sono una macchina capiente e ben oliata, eppure viene sottoposta a una pressione straordinaria. Il segno che qualcosa di grave sta accadendo a livello sociale. «C'è tanto smarrimento in giro», sottolinea Milesi «Dobbiamo trovare con i Comuni il modo di riprogettare gli interventi di sostegno. La tenuta sociale è a rischio». Solidarietà fa rima con solidità. Servono nuove idee e iniziative per un «modello economico inclusivo.


Le risorse si trovano». Anche facendo appello alla generosità. Perché, ricorda il presidente delle citando papa Francesco, «siamo tutti sulla stessa barca».
 

 

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