Con la Tavola della pace Brescia est le Acli provinciali invitano alla partecipazione alle iniziative organizzate in occasione del mese della pace 2026, a partire dalla Marcia nella Giornata Mondiale della Pace istituita da Paolo VI nel 1967 e che si celebra il Primo gennaio.
Anche Brescia si unisce alle tante realtà italiane per la sua Marcia della Pace, con partenza dalla chiesa di Caionvico, dove da anni sorge l’albero di Kaki figlio di una pianta resistita alla bomba atomica a Nagasaki; come da tradizione ci sarà la sosta al santuario della Madonna di Valverde, con il saluto delle amministrazioni comunali presenti, e la conclusione al convento francescano di Rezzato dove la riflessione finale è affidata a Stefania Romano, presidente delle Acli bresciane.
Il mese continua con una serie di iniziative che cercano di offrire percorsi formativi per una cultura di pace, a partire da “Pacem in terris” di Giovanni XXIII, testo ancor oggi fondamentale che insegna i pilastri su cui si basa la pace: verità, libertà, giustizia e amore.
Proprio intorno a questi pilastri ruota il programma degli appuntamenti diffusi nella zona est della città e organizzati secondo il programma leggibile qui.
In occasione del mese della pace proponiamo il Manifesto per un’Europa di pace” elaborato dalla carovana Peace at work che da settembre a dicembre 2025 ha attraversato l’Italia con tappa anche a Brescia lo scorso 14 novembre.
PEACE AT WORK: MANIFESTO PER UN’EUROPA DI PACE
L’Unione europea è nata come progetto politico di pace e di cooperazione.
Oggi, mentre nuovi conflitti minacciano sicurezza, diritti e democrazia, lavoratrici e lavoratori, associazioni, comunità e istituzioni locali rilanciano un appello comune: rimettere la pace al centro dell’agenda europea, come criterio che orienta le scelte economiche, sociali e internazionali dell’Unione.
Dono e ricerca continua, la pace è dimensione personale, culturale, spirituale, relazionale, sociale e politica da promuovere nella quotidianità della vita.
Per questo consegniamo alle istituzioni europee i nostri impegni e le nostre richieste.
1. RILANCIARE UNA CONFERENZA DI PACE SUL MODELLO DI HELSINKI
L’Europa assuma un ruolo guida nella promozione di un processo multilaterale che ricostruisca dialogo, sicurezza cooperativa e diritto internazionale. Un nuovo “Helsinki” deve riportare la gestione dei conflitti nell’alveo della politica, della diplomazia e della legalità internazionale.
2. SOSTENERE UN’AGENDA EUROPEA DEL LAVORO
Chiediamo un’Agenda che ponga al centro qualità, sicurezza, libertà, dignità e partecipazione del lavoro, insieme a solidi sistemi di protezione sociale.
Il lavoro dignitoso genera pace: l’Europa deve farne il proprio primo strumento geopolitico.
3. PROMUOVERE UNA CASA DELLA PACE IN OGNI COMUNITÀ
Ogni comunità promuova e organizzi luoghi e tempi dedicati alla mediazione, al dialogo, all’educazione alla nonviolenza e alla formazione alla trasformazione dei conflitti.
Come ACLI ci impegniamo a riconoscere, valorizzare e promuovere le Case della Pace in Italia: molte già esistono. Chiediamo alla società civile europea di unirsi e alla politica di sostenerne il riconoscimento e la diffusione.
4. ISTITUIRE I CORPI CIVILI DI PACE EUROPEI
Proponiamo la creazione di forze civili formate per la prevenzione dei conflitti, la mediazione tra comunità, la ricostruzione sociale nei post-conflitti e la diplomazia popolare.
Accanto agli strumenti militari di difesa e di sicurezza comune, l’Europa deve dotarsi di una capacità civile riconosciuta, strutturata e operativa.
5. ISTITUIRE UN COMMISSARIO EUROPEO PER LA PACE
Chiediamo l’istituzione di un Commissario responsabile della diplomazia preventiva, della cooperazione internazionale, dei diritti umani, della mediazione civile e della trasparenza delle filiere legate agli armamenti.
Chiediamo inoltre che l’UE promuova l’istituzione, negli Stati Membri, di Ministeri per la Pace; e ci impegniamo a sensibilizzare gli enti locali in Italia verso la creazione di specifici Assessorati per la Pace.
6. GARANTIRE TRASPARENZA SUL COMMERCIO DI ARMI
L’Europa adotti un sistema di trasparenza ispirato alla legge italiana n. 185/1990, che consenta al Parlamento europeo e ai parlamenti nazionali di conoscere i dati relativi alle esportazioni, importazioni e transiti di armamenti, verificandone la coerenza con i principi dei diritti umani e della politica estera comune.
7. CREARE CORRIDOI LAVORATIVI EUROPEI
Di fronte alle trasformazioni demografiche e all’aumentata mobilità umana, proponiamo di organizzare corridoi regolari e sicuri per l’ingresso lavorativo, accompagnati da percorsi formativi nei Paesi d’origine.
La diversità può diventare una risorsa economica, culturale e sociale: servono politiche che educhino alla gestione dei conflitti generati dall’aumento delle interazioni umane, trasformando la diversità in occasione di incontro, dialogo e sviluppo.
Conferenza di Helsinki, Agenda del lavoro dignitoso, Case della Pace, Corpi Civili europei, trasparenza sugli armamenti, corridoi lavorativi, nuove istituzioni per la pace: non possiamo investire miliardi di euro per prepararci alla guerra come fosse un destino.
Possiamo – e dobbiamo – investire per costruire la pace.
Questo manifesto nasce dalle persone incontrate dalla Carovana e dal le loro storie di vita.
È un invito all’Europa: ascoltate chi, ogni giorno, costruisce pace lavorando.
Date futuro a questa Italia.
Fate della pace una scelta politica responsabile
«Non siamo un incidente della storia.
Siamo nati dalle macerie di una guerra.
Quel sogno deve continuare.»
David Sassoli