L'ottantesimo del Circolo ACLI Manerbio

Giovedì 17 settembre 2026

80 anni di fedeltà e di servizio sociale.

Compie ottant’anni il Circolo Acli di Manerbio, festeggiati con una bella festa insieme a socie e soci, al parroco don Alessandro Tuccinardi e al sindaco Paolo Vittorielli nella sua duplice veste di Sindaco e Aclista.

 

La storia

Nel settembre 1945 nasceva il primo nucleo operativo. Fu fondato come circolo vinicolo nel cortile oratorio. Lo scopo era raccogliere fondi per l'impegno politico e il popolo lo chiamò "Cristianìa", nome un po' ironico. Quel ritrovo divenne la casa di operai e sindacalisti e per autofinanziarsi, le donne andavano a spigolare, rammendavano pezze e si vendevano aringhe in piazza, i famosi "reng" che furono un trionfo di solidarietà.

 

Nel 1948 fu inaugurata la sede in via San Martino. Era l'unica sede autonoma, un luogo davvero moderno dove si respirava un'aria stimolante di partecipazione.

 

Nel 1949 nacque la cooperativa di consumo alimentare che grazie a cento soci fondatori che diedero vita a questa avventura. Va ricordato che in quegli anni si portò la Messa dentro lo stabilimento Marzotto quale segno visibile della pastorale del lavoro. Le giovani operaie facevano i ritiri a Montecastello. Erano le "Giornate Serene", per qualificare lo spirito. Poi arrivò la sfida della promozione umana e sociale.

 

Lo spirito di formazione era centrale fin dall'inizio e, infatti, le ACLI furono antesignane nell'istruire i cittadini. Nel 1946 iniziarono i corsi per la licenza elementare; dopo il 1962 si passò alle scuole per la licenza media. Ma l'impegno più grande fu per i diplomi superiori: molti ragionieri e geometri nacquero in queste aule; erano studenti-lavoratori che sognavano un riscatto. La scuola serale contava circa 120 iscritti all'anno. L'istruzione era considerata la chiave del progresso.

 

Anche la ricreazione aveva un forte valore educativo: gite turistiche, religiose e serate di canto corale. Si andava sul Pordoi a veder passare Bartali o Coppi. O all'Arena di Verona per la grande stagione lirica. Non è mai mancata l'assistenza, da sempre un pilastro associativo. Il Patronato aiutava tutti nel disbrigo delle pratiche; pensioni, infortuni e malattie: un aiuto gratuito e negli anni '70 si contavano duemila pratiche annue. Le ACLI gestirono pure le colonie montane a Cevo, un punto di riferimento per le vacanze dei bambini.

 

Nel 1954 si celebrò la prima Festa del Lavoro. Pio XII proclamò San Giuseppe patrono dei lavoratori. In quegli anni arrivò la prima TV proprio alle ACLI. Si avviò anche la prima scuola guida per Manerbio.

 

Nel 1985 nacque la sfida della Cooperativa CASA per rispondere al bisogno primario dell'alloggio sicuro. Furono realizzate ottanta costruzioni sul territorio, villette e appartamenti per dare dignità alle persone.

 

Nel 1988 due manerbiesi guidarono le ACLI di Brescia e Lorenzo Paletti fu eletto presidente provinciale; un incarico di prestigio e grande responsabilità.

 

Negli anni '90 il Patronato divenne sede zonale e si ampliò la presenza su tutta la Bassa Bresciana.

Il dibattito civile affrontò la crisi della giustizia e si parlò di tempi certi e carcerazione preventiva.

 

Nel 2009 Angelo Bertelli assunse la presidenza. La sfida era la crisi economica e della democrazia. Nacque il Punto Famiglia come nuovo ambito d'impegno. Servizi per immigrati, badanti e assistenza fiscale. Si voleva difendere il potere d'acquisto popolare. Così fu lanciato il Gruppo di Acquisto Solidale. Il "GAStòm" scelse la qualità e il chilometro zero per promuovere uno stile di vita sobrio e consapevole.

 

Nel 2011 l'Unità d'Italia fu celebrata con vigore. Una serata per ricordare le Dieci Giornate bresciane.

 

La storia diventa stimolo per l'impegno presente.

 

Oggi la missione continua con molteplici iniziative che spaziano dagli sportelli di servizio, allo sviluppo di progetti interassociativi tra cui spicca il progetto per la realizzazione del centro di aggregazione MA.PO. Manerbio Polis divenuto cuore pulsante delle nuove attività. La programmazione per il 2026 è ricca e inclusiva. In questa struttura messa a disposizione dal Comune di Manerbio e dismessa da decenni e ora gestita dal Circolo ACLI con un partenariato composto dalla Pro Loco Manerbio, l’Associazione Volontari del Verde Santa Lucia, e dall’UISP.

 

In questa struttura sono previsti oltre 600 eventi nell'arco dell'annata con una previsione si partecipazione di oltre venticinquemila nel 2026. Un incremento netto rispetto ai risultati del 2025. Si va dai tornei di Burraco al "Tè con i biscotti". Spazio alla cultura con l'Accademia di Teatro. Corsi per disoccupati e laboratori di sartoria. L'educazione fisica promuove la salute per tutti. "Stretch and Tone" offre persino il baby sitting. La danza internazionale e il country animano il MA.PO. Il Mercatino del Riuso insegna la sostenibilità. I "Pigiama Party" accolgono i bimbi delle elementari. È un polo che aggrega famiglie e intere comunità.

 

Le ACLI restano fedeli alla Chiesa e alla democrazia.

 

Essere fedeli ai lavoratori significa stare con loro con una attenzione costante verso chi è oggi emarginato. L’obiettivo è ricostruire un tessuto democratico fondato sui valori e diffondere la concezione cristiana della persona. Il Circolo è il momento aggregante dei lavoratori.

 

Una storia fatta di volti, fatiche e tante speranze.

 

La magnifica bandiera dipinta a mano è ancora lì. Non è solo un simbolo del passato, ma un impegno.

Ottant'anni di ACLI: una ragnatela di servizi vivi. Per camminare insieme verso un futuro più solidale.

 

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