Quattro giorni dal Santuario della Verna ad Assisi, sui passi di Francesco e Chiara, per percorsi che ancora oggi possono parlare profondamente al cuore di tutte e tutti noi: dal 26 al 29 giugno le Acli provinciali hanno accompagnato 52 persone ad Assisi (e non solo), un luogo non solo da vedere, ma da vivere, poiché ogni sua pietra racconta una storia di semplicità e fraternità universale.
Il viaggio ha rappresentato un’occasione per coltivare quel fare pensato che connota lo stile delle Acli e per cercare gli strumenti, spirituali e umani, per provare a ricreare il miracolo di San Francesco, ovvero dimostrare che si può invertire la rotta e coltivare un mondo di pace, dignità, cura del creato e della bellezza.
Ogni giornata ha visto un cammino a piedi di circa 12 km, oltre a momenti di spiritualità e di convivialità.
Il primo giorno da La Verna a Gubbio, dalle stimmate al lupo, con l’accompagnamento di frate sole, ma per fortuna anche da frate venticello e sorella acqua (altrimenti sorella morte ci avrebbe fatti suoi!). Il secondo giorno il cammino è stato di 4 ore da Valfabbrica fino ad Assisi, sulla tomba del santo, il terzo ha visto l’incontro con la città di Assisi ( San Pietro, Santa Maria maggiore e la tomba di San Carlo Acutis, la piazza del comune, San Rufino e la casa di Santa Chiara, la basilica di Santa Chiara, San Damiano), con l’Eucarestia e con don Tonio dell'Olio (alla Pro Civitate Christiana-cittadella Laudato sì per parlare di arte, pace e conversioni dal carisma dei santi Chiara e Francesco). In serata, visita e cena al mercato delle Gaite di Bevagna. L’ultimo giorno impegnativa camminata verso l'eremo delle Carceri, con discesa tra i boschi per tornare in città. Come san Francesco abbiamo recitato: “Signore: Tu sei bellezza, Tu sei sicurezza, Tu sei quiete. Tu sei gaudio e letizia, Tu sei la nostra speranza…”
Sui social delle Acli bresciane puoi trovare alcune immagini del viaggio
“[...] In quest’epoca, segnata da tante guerre che sembrano interminabili, da divisioni interiori e sociali che creano sfiducia e paura, Francesco continua a parlare. Non perché offra soluzioni tecniche, ma perché la sua vita indica la sorgente autentica della pace. La visione francescana della pace non si limita alle relazioni tra gli esseri umani, ma abbraccia l’intero creato. Francesco, che chiama il sole «fratello» e la luna «sorella», che riconosce in ogni creatura un riflesso della bellezza divina, ci ricorda che la pace deve estendersi a tutta la famiglia del creato. La pace con Dio, la pace tra gli uomini e con il creato sono dimensioni inseparabili di un’unica chiamata alla riconciliazione universale” Dalla Lettera di Papa Leone XIV alla Famiglia Francescana.