Custodiamo l'umano e l'umanità

Sabato 10 ottobre 2026

Presentazione itinerante dell'enciclica

Venerdì 9 ottobre si è aperto l’anno sociale delle Acli bresciane con una riflessione itinerante sui temi dell’Enciclica, alla quale ha aderito con entusiasmo un’ottantina di persone, tra donne e uomini del nostro consiglio provinciale e figure amiche che da sempre ci accompagnano nei nostri cammini di riflessione e di fede.

Cinque tappe in città che rimandano alle cinque “piste di responsabilità quotidiana e pubblica: disarmare le parole, costruire pace nella giustizia, assumere lo sguardo delle vittime, coltivare un sano realismo, rilanciare il dialogo e il multilateralismo” (Lett. Enc. 213).

L’inizio è stato alle nostra sede, con la nostra presidente Stefania Romano e il vicepresidente Fabrizio Molteni: “L’Enciclica parla a tutte e tutti noi e ci dice che forse siamo davvero nella Babele che richiama Papa Leone: le continue stimolazioni e la rincorsa dell’efficienza forse ci fanno dimenticare il valore unico e insostituibile delle persone. Con questa iniziativa desideriamo ribadire il nostro impegno di raccogliere il compito affidatoci del Pontefice: custodire l'umano e l'umanità”.

Con un autobus urbano il nutrito gruppo di partecipanti si è spostato in Piazzetta Vescovado con la vicedirettrice dell’Ufficio per l'Impegno Sociale della diocesi Elisa Mensi: “Questa enciclica si inserisce in una continuità di pensiero della chiesa: all’interno della Dottrina sociale questo testo affronta una questione nuova, quella dell’Intelligenza artificiale, dicendoci che abbiamo già gli strumenti per affrontarla. Ci esorta a guardare al passato puntando al futuro”.

Dalla Chiesa al Comune, dove, sotto il porticato della Loggia, il vicesindaco di Brescia Federico Manzoni ha ripreso le parti dell’Enciclica in cui ci viene ricordato il dovere di “fedeltà verso la verità, che è un bene comune da preservare, anche rilanciando il ruolo di organismi sovranazionali per trovare regole e guide per non farci travolgere dall’intelligenza artificiale”.

Di nuovo con l’autobus il viaggio è proseguito verso la sede del CSMT e della facoltà di ingegneria dell’università statale di via Branze con l’accoglienza di Giancarlo Turati, consigliere di amministrazione dell’hub tecnologico e centro di ricerca Csmt: “Non dobbiamo avere paura dell’intelligenza artificiale, che da anni fa parte delle nostre vite. Dobbiamo imparare a conoscerla e a condividere con lei le nostre vite senza dimenticare ciò che ci distingue: la nostra umanità”.

Infin nei pressi dell’azienda Leonardo sistemi di difesa l’amico don Fabio Corazzina ha lanciato sane provocazioni e tutte le persone presenti: “Nessuno è senza responsabilità. Ognuno dispone di un proprio ambiti di azione e lì – non altrove – è chiamato a scegliere se alimentare la logica della forza (anche solo con indifferenza, cinismo, menzogna, odio), oppure custodire la logica della pace (con verità, sobrietà, prossimità e cura)”. Lett. Enc. 212


 

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