Ai referendum 4 Sì per consegnare un futuro alle generazioni

Lunedì 23 maggio 2011

Consiglio Provinciale delle Acli Bresciane
Documento in merito ai referendum del 12 giugno 2011

4 SI per consegnare un futuro alle generazioni
4 SI limpidi come l'acqua e caldi come il sole
 

Il Consiglio delle Acli provinciali di Brescia, riunito nella seduta del 23 maggio 2011, in merito ai prossimi referendum del 12 e 13 giugno 2011 recepisce e fa proprio il Documento della Commissione Pastorale di Giustizia e Pace della Diocesi di Brescia ed esprime le seguenti altre considerazioni.

Primo quesito: abrogare l'affidamento e la gestione dell'acqua ai soli soggetti privati
Le Acli propongono di abrograre questa norma, introdotta dal decreto Ronchi, per impedire la consegna del mercato dell'acqua ai soli privati: l'acqua è un bene pubblico!

Secondo quesito: abrogare la determinazione della tariffa dell'acqua sulla base dei costi di produzione
Le Acli propongono di abrogare questa norma, contenuta nel Codice dell'ambiente, secondo la quale la tariffa è unicamente determinata da considerazioni economiche e finanziarie, senza tener conto che l'acqua è anzitutto un diritto per tutti e non solo per chi ha possibilità economiche per permettersela: l'acqua è un bene popolare!

Terzo quesito: abrogare la costruzione di nuove centrali nucleari
Le Acli propongono di abrogare questa costosa scelta che prevedrebbe oltre 30 miliardi di euro di spesa, sacrificando altri e più urgenti bisogni collettivi, tra cui case, scuole, trasporti, altre infrastrutture e ricerca. Questa scelta è rafforzata dal fatto che esistono altri modi di produrre energia, in modo più sicuro e pulito, come stanno dimostrando altri Paesi europei: non si tratta solo di questioni economiche!

Quarto quesito: abrogare lo scudo penale per i politici
Le Acli propongono di abrogare questa norma, che ha modificato il Codice di procedura penale, secondo la quale al Presidente del Consiglio e ai Ministri è consentito di non presentarsi alle udienze con una semplice dichiarazione di impossibilità: la legge è uguale per tutti!

La riflessione sui contenuti del referendum non può però esimerci dal valutare la situazione politica nella quale essi si collocano. A questo proposito ci preme sottolineare questi aspetti.

Primo: l'inganno della moratoria nucleare
Ci pare piuttosto inusuale che, in una democrazia, il premier chiarisca che la moratoria nucleare sia strumentale solo a far saltare il referendum, perché in ogni caso poi si riprenderà il programma medesimo. Se i cittadini raccolgono le firme per bloccare il programma nucleare, il fatto che il Governo finga di far marcia indietro per poter andare avanti, non è dimostrazione di fedeltà alla democrazia e alla Costituzione su cui ha giurato. Comunque vada a finire, queste condotte sono riprovevoli perché annullano la volontà dei cittadini, chiamata in causa solo quando fa comodo, che ancora oggi è il fondamento della Repubblica. 

Secondo: la fedeltà alla democrazia si esprime anzitutto col voto
Riteniamo gravi gli impliciti inviti a non votare che cogliamo dal silenzio attorno ai temi del referendum. A meno di un mese dal voto non si registrano significative campagne informative da parte dei mass media pubblici e privati. Si ha l'impressione che si voglia far passare sotto silenzio un voto che potrebbe esprimere una volontà nuova rispetto alle scelte volute da buona parte dei nostri politici. Inoltre la scelta della data di voto sembra fatta apposta per scoraggiare la partecipazione: l'opportunità di votare contestualmente alle elezioni amministrative è stata cassata, tra l'altro causando uno spreco di denaro pubblico (circa 350 milioni di euro). 

Terzo: i referendum sono la voce del popolo sui temi, non sui partiti
Valutiamo dannosa e inaccettabile la corrispondenza tra l'appartenenza partitica e la scelta di votare ai referendum: votare non è un fatto di destra o di sinistra. Esprimere il proprio voto è sia un diritto sia un dovere faticosamente conquistati dalle generazioni precedenti, a cui rendiamo grazie difendendo questo strumento e preoccupandoci della società in cui vivranno le future generazioni.

Per tutte queste ragioni le Acli provinciali invitano i propri soci e i cittadini tutti:

1. a recarsi alle urne, per esprimere il proprio diritto/dovere a votare e, soprattutto, per dare testimonianza della passione democratica che ancora ci anima;

2. a votare 4 Sì, per esprimere il desiderio di un futuro pulito, aperto alla vita, giusto per tutti gli uomini.

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