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Lavoratori Acli in prima linea
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In questa fase di emergenza gli operatori dei servizi delle Acli ci sono! In modo diverso e variegato, in base alla propria mansione e al proprio servizio, tutti stanno dimostrando grande generosità, professionalità e abnegazione.

 

Gli operatori che sono letteralmente “in prima linea” sono i dipendenti della Cooperativa Agazzi, che continua a erogare i servizi di ristorazione presso molte strutture sanitarie e residenziali. Pur essendo molti i dipendenti che sono a casa da marzo o addirittura dal 22 febbraio (giorno di chiusura delle scuole), molte dipendenti sono ancora attive, lavorando con grande preoccupazione e timore del contagio, anche per il ritardo con il quale sono arrivate le mascherine. Presso la RSA Fiorini di Mazzano sono operative 5 dipendenti, mentre alla Rsa di Travagliato sono rimasti 8 dei 32 operatori impiegati nel centro di cottura che normalmente rifornisce anche molte scuole del territorio. Presso la Domus Salutis l’attività è sempre continuata normalmente per i 10 dipendenti, modificando naturalmente tutte le misure di sicurezza e l’organizzazione del servizio erogato. Anche il centro residenziale per disabili gravi Nikolajewka ha sempre proseguito l’attività (le persone impiegate sono passate da 10 a 7), nonostante i 5 decessi registrati tra gli utenti. Il Bar della Poliambulanza sta attualmente lavorando con orario ridotto e solo per i dipendenti; sono operative 3 delle 16 persone normalmente impiegate. Stessa riduzione di orario per il bar dell’ospedale di Negrar, nel veronese, dove ci sono 2 dipendenti a rotazione.

 
Quasi tutti gli operatori del Patronato stanno lavorando in modalità smart working, cercando di rispondere alle numerose richieste attraverso mail e telefono soprattutto per le misure a sostegno dei lavoratori previste nel decreto “Cura Italia”. Nel mese di marzo alcune pratiche sono addirittura aumentate rispetto allo stesso mese del 2019, anche se questo indica dei segnali negativi per la nostra economia (le richieste di Naspi sono aumentate del 10% e le dimissioni sono state 330). Più che raddoppiate anche le pratiche per gli assegni familiari. 
 
Anche il Caf è in modalità "porte chiuse" ma con le antenne in ricezione. In queste settimane gli operatori rispondono direttamente agli utenti prendendo ogni richiesta in esame con un'analisi personalizzata dei singoli casi. Sicuramente alla riapertura bisognerà riorganizzare gli spazi in modo da evitare assembramenti e spostamenti superflui, soprattutto in considerazione della proroga a settembre per la presentazione del modello 730.
 
 

 

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