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Primo Maggio: il valore del lavoro
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Non è sufficiente lavorare bene ciascuno per conto suo, con onestà e intelligenza, bisogna avere davanti agli occhi un progetto globale e completo del senso del proprio lavoro, nel quadro più generale dell’attività umana.
Il mondo del lavoro, che ho sempre guardato come luogo delle grandi testimonianze quotidiane e delle grandi scelte di valore e di vita, ha bisogno di scelte importanti di solidarietà.
Vi chiedo una forte presenza di coesione di fronte alle difficoltà, una partecipazione convinta e unitaria per i comuni obiettivi di giustizia e equità poiché voi ne avete la forza,
essendo fattori fondamentali dello sviluppo della società.
Abbiate il coraggio di intravedere le soluzioni, non serve lamentarsi ma unire insieme capacità e sensibilità e costruire, con le altre forze sociali e istituzionali, una realtà più umana.
Allora compirete non solo un lavoro a misura umana, ma raggiungerete una pienezza di vita.
 (Carlo Maria Martini, veglia dei lavoratori del 30 aprile 2002)
 
 
 

 

Dedichiamo la festa del 1° maggio a tutti i lavoratori, indistintamente.  
A quanti in questo periodo hanno dovuto lavorare e a quanti hanno dovuto stare a casa, a coloro che riprenderanno il loro lavoro
 e a quanti il proprio lavoro non lo ritroveranno.  

Ringraziamo i lavoratori del nostro sistema che, in modalità “smart working” o di persona, hanno continuato a dare assistenza ed erogare servizi alle persone più in difficoltà, più deboli, più fragili,  

più esposte e più colpite da questo dramma.
Le Acli, come sempre, al servizio dei lavoratori
 
 
In questi giorni difficili, tempo che Papa Francesco ci invita a non sprecare, abbiamo avuto la possibilità, ancora una volta, di riscoprire il valore del lavoro che, nella condizione di isolamento e costrizione alla quale il virus ci ha relegato, a tanti è mancato. Assenza di lavoro in sé, nell’impossibilità di svolgerlo, e nella sua dimensione propria di socialità; aspetto, quest’ultimo, che ha investito anche coloro ai quali non è mancata la possibilità di lavorare, in modalità “smart”, da remoto.
 
In questa consapevolezza del valore del lavoro, per la persona e per la società, particolare attenzione va al lavoro degli altri. In prima linea quello del personale sanitario, medici e infermieri, del quale abbiamo riscoperto l’immenso valore.
 
Abbiamo però compreso che tutto il lavoro è di valore, anche quello che spesso non consideriamo significativo. Si pensi all’attività dei “politici” e degli amministratori locali, a quello delle forze dell’ordine, dei lavoratori del commercio alimentare, di chi lavora nei trasporti e nella logistica, di coloro che compiono lavori di cura. Tanti “lavori” che hanno risposto a bisogni primari ed essenziali della collettività, dando senso sociale e fondamento alla democrazia, facendoci comprendere perché sia stato possibile fondare una Repubblica sul lavoro. E perché sarà possibile farlo ancora, quando usciremo da questa emergenza e ci sarà molto da ricostruire e ripensare. Ritessendo i fili della società a partire dal lavoro e dando la necessaria considerazione e centralità ad alcune professionalità, come quelle legate all’insegnamento, alla cultura, alla ricerca scientifica e allo sviluppo, nel nostro Paese troppo spesso svilite nei fatti.  
 
Terminata l’emergenza le imprese, specialmente le piccole e medie, dovranno essere aiutate dallo Stato nel sostegno all’occupazione. La scelta sarà obbligata: sostenere le imprese ed investire il più possibile in politiche attive del lavoro davvero efficienti, per ricollocare il maggior numero di persone.
 
Le ACLI servono, per loro natura e, come sempre, continueranno a sostenere, informare, tutelare. C'è un tempo per gioire e un tempo per soffrire, un tempo per fuggire e un tempo per lottare, un tempo per resistere e uno per cambiare. In un tempo in cui tutto è più difficile, in cui tutto sembra essersi fermato, è anche il coraggio dei lavoratori che fa la differenza. Ne abbiamo fatta di strada insieme, un cammino senza soste che dura da 75 anni. Insieme abbiamo sempre condiviso che “l’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”. Il 1° Maggio è l’occasione per ridirci da dove veniamo e dove vogliamo andare. Il lavoro ci tiene insieme. Il lavoro ci dà speranza e possibilità di futuro. Festeggiamo, ancora una volta insieme, le donne e gli uomini che, con passione e competenza, lavorano per il bene della comunità. La tua, la nostra, ancora una volta “fondata sul lavoro”.
 

Come Acli, orgogliosi di essere al fianco ed accompagnare tutti i lavoratori. 

 

 

La Presidenza delle Acli provinciali di Brescia

 

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