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Emergenza Afghanistan: non lasciamoli soli
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È passato un mese da quando i miliziani del gruppo radicale islamista dei talebani hanno preso il controllo di Kabul. Ci sembra doveroso un aggiornamento sulle iniziative che la comunità bresciana e le Acli hanno attivato in merito alla situazione afghana.

 

 

Appartamenti per l’accoglienza

Prosegue il piano delle istituzioni e degli enti locali, in collaborazione con la Prefettura di Brescia, per favorire l'accoglienza delle famiglie afgane che resteranno nel nostro territorio una volta che la competenza passerà dal Ministero della Difesa (che gestisce l'accoglienza a Edolo) al Ministero dell'Interno. Provincia di Brescia, Associazione Comuni Bresciani e le realtà cooperative che fanno parte del Coordinamento progetti SAI bresciani hanno attivato un piano di accoglienza per le famiglie afghame in arrivo nel bresciano, giunte in Italia con il ponte umanitario da Kabul.

 

Come Acli Bresciane rilanciamo l’appello a cittadini, associazioni, fondazioni e aziende affinchè manifestino disponibilità ad affittare appartamenti per l’accoglienza dei rifugiati afghani, preferibilmente collocati in Comuni in cui sono presenti scuole elementari e medie. Non si tratta di una concessione gratuita bensì di un regolare contratto di locazione che prevede il regolare pagamento di una quota d’affitto. La gestione dell’appartamento e della famiglia è affidata ad un’équipe professionale di operatori sociali. Coloro che sono interessati o che desiderano avere ulteriori informazioni a riguardo possono telefonare al 3421006595 o scrivere a coord.sprarbresciani@gmail.com.

 

Campagna di sostegno ai progetti IPSIA nei campi profughi sulla rotta balcanica

Un’altra iniziativa concreta promossa dalle Acli Bresciane è la raccolta fondi a favore dei progetti IPSIA. Da alcuni mesi abbiamo lanciato (insieme a US Acli, Percorri la Pace e Ipsia Brescia Odv) la campagna #5forBalkan, per sostenere il lavoro che Ipsia-Acli (l'organizzazione non governativa delle Acli) svolge lungo la rotta migratoria dei Balcani da molto tempo. Una rotta dove arrivano anche moltissime persone che stanno cercando di scappare dalla drammatica situazione dell'Afghanistan. Ipsia-Acli opera nei Balcani da diversi anni, in collaborazione con la Caritas e la Croce Rossa, a favore dei profughi che cercano di entrare in Europa via terra, inizialmente con interventi di monitoraggio e sostegno umanitario, dal 2017 con un intervento di sostegno psico-sociale nei campi profughi in Serbia.

 

Dalla primavera del 2018 con lo spostamento della rotta e l’inizio dell’emergenza migranti in Bosnia Erzegovina Ipsia-Acli ha sostenuto la Croce Rossa locale nella distribuzione di pasti caldi, nell’istituzione di un info-point per la gestione e la distribuzione di vestiti e aiuti e nell’organizzazione di attività e laboratori con i bambini nel campo profughi di Borici. Nel dicembre del 2018 IPSIA ha aperto a Biha, il cosiddetto Caj Corner, l’angolo del tè dove gli operatori e i volontari ogni giorno distribuiscono 600 tè caldi e promuovono attività ricreative, sportive, animative per gli oltre 1500 ospiti del campo, tra cui oltre 500 minori non accompagnati.

 

Per partecipare basta camminare, correre o pedalare per almeno 5 km, come e quando si vuole. Si può poi "trasformare" la distanza percorsa in euro da donare attraverso varie modalità di pagamento al sostegno alla campagna. 

 

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