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Il primo giorno della settimana. Auguri per una Pasqua di Speranza
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Gesù Cristo è veramente risorto!
È un altro “contagio”, che si trasmette da cuore a cuore –
perché ogni cuore umano attende questa Buona Notizia.
È il contagio della speranza: «Cristo, mia speranza, è risorto!».
Non si tratta di una formula magica, che faccia svanire i problemi.
No, la risurrezione di Cristo non è questo.
È invece la vittoria dell’amore sulla radice del male,
una vittoria che non “scavalca” la sofferenza e la morte,
ma le attraversa aprendo una strada nell’abisso,
trasformando il male in bene: marchio esclusivo del potere di Dio.

 

Papa Francesco

 

 

TANTI AUGURI PER UNA PASQUA DI SPERANZA DALLE ACLI BRESCIANE

 

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IL PRIMO GIORNO DELLA SETTIMANA

di don Alfredo Scaratti (Accompagnatore Spirituale delle Acli provinciali di Brescia)

 

Il primo giorno della settimana. È così che comincia il capitolo 20 di Giovanni. Una collocazione temporale per realizzare, “al mattino presto”, un gesto di tenerezza, un desiderio di vedere e toccare con mano, di ungere e di imbalsamare, di custodire gelosamente e di ricordare il corpo di Gesù.

Non c’è più posto per sognare, per immaginare un futuro. Occorre stare "con i piedi per terra": “Chi ci farà rotolare via la pietra dall’ingresso del sepolcro?”, come si chiedevano Maria di Magdala, Maria di Giacomo e Salome recandosi al sepolcro. (Mc 16, 3)

Ma restano spiazzate: e con loro Pietro e Giovanni. E poi anche tutti noi. Completamente spiazzati da quel sepolcro vuoto. Cristo è risorto!

Solo dei teli posati là, e il sudario con cui era stato avvolto il cadavere di Gesù.

“Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è qui”, annuncia loro quel misterioso giovane, vestito di bianco. (Mc. 16,6)

Non c‘è tempo da perdere: “Andate, dite ai suoi discepoli: Egli vi precede in Galilea. Là lo vedrete, come vi ha detto”, senza indugi e senza spiegazioni. (Mc 16,7)

 

Abbandoniamo dunque il sepolcro, fuggiamo pure stupiti e increduli dalla tomba vuota e agganciamo questa nostra storia, in questo momento storico, ecclesiale e civile, locale e mondiale, che mette in crisi la grande famiglia umana ancora oppressa da questa pandemia.

Incrociamo le strade delle nostre città, condividiamo ‘le speranze e le attese, i dolori e le angosce’ (Gaudium Et Spes) degli uomini e delle donne del nostro tempo, per testimoniare con la nostra vita che Cristo Risorto è la Speranza dell’umanità.

Raccontiamo che l’Incarnazione, la Passione, la Morte, la Risurrezione e l’Ascensione del Signore costituiscono il MISTERO PASQUALE, l’evento di salvezza e di grazia per l’umanità di ogni tempo e di ogni luogo.

Questo evento ci riguarda personalmente, ne siamo coinvolti, anzi ne siamo protagonisti per il dono della fede che abbiamo ricevuto: la Pasqua di Cristo è la nostra Pasqua!

Ma diventa davvero la nostra Pasqua se permettiamo che sia un nuovo inizio: “il primo giorno della settimana”!

‘Primo’ per scegliere di vivere la vita non come ripetizione, ma come creazione nuova.

‘Primo’ giorno per ritornare ad essere coraggiosi ed audaci testimoni del Risorto!

‘Primo’ giorno per condividere sempre e comunque le ragioni della vita e mai quelle portatrici di morte, di guerra, di violenza.

‘Primo’ giorno per lottare contro ogni tentazione di arrendevolezza di fronte al male che è nel mondo.

‘Primo’ giorno per non portare acqua al mulino della disperazione e del pessimismo ma, al contrario, per lasciar scorrere il fiume della cooperazione e della speranza.

‘Primo’ giorno per continuare a percorrere strade di sviluppo e di progresso.

‘Primo’ giorno per disegnare sentieri di pace contro nubi minacciose di popoli in eterno conflitto tra di loro.

‘Primo’ giorno per custodire il creato dallo sfruttamento indiscriminato di madre terra.

‘Primo’ giorno per costruire il dialogo tra parti opposte senza il rumore delle armi.

‘Primo’ giorno per ricominciare a preoccuparci “del bene comune, invece di ottenere i vantaggi che il potere procura” (Fratelli Tutti 202), civile o religioso.

‘Primo’ giorno per rifiutare l’asservimento del potere politico a fini individuali e di casta.

‘Primo’ giorno per rinnegare l’umiliazione, lo sfruttamento e la violenza di uomini-donne-bambini.

‘Primo’ giorno per riscoprire la ‘gentilezza’ “delle parole e dei gesti” per aiutare “gli altri affinché la loro esistenza sia più sopportabile”, (Fratelli Tutti) soprattutto per chi è nella sofferenza e nel dolore, per quelli che lasciano la loro terra e che nessuno vuole, per coloro che hanno perso il lavoro e si vergognano di chiedere aiuto, per coloro che ancora non possono vedere i loro cari in ospedale e che, forse, non potranno più rivedere.

Il Primo giorno della settimana: giorno della Risurrezione di Cristo, giorno della nostra risurrezione, del nostro riscatto.

 

Annunciamolo con le labbra e con la vita, facciamoci coraggio l’un l’altro, i nostri volti diventino luminosi e sorridenti perché nel tremendo duello tra la vita e la morte ha vinto la VITA!

 

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